"Notizie dal paese degli

Ulivi Prigionieri

dove un muro separa gli uomini dalle loro terre"

 

                        

       

PREFAZIONE ULIVI

"Il Telaio Dell'Angelo, grazie al contatto con Aldo Riboni, un  carissimo amico che ci frequenta da tempo, ha potuto far conoscenza con la realtà Palestinese. Tramite il bollettino intitolato "Bocche scucite" siamo venuti a conoscenza di  quanto siano drammatiche le condizioni di vita nei territori palestinesi che Israele, col pretesto di difendersi dagli attacchi terroristici, ha chiuso in un muro che li riduce a prigioni a cielo aperto. Alle persone che animano il Telaio dell'Angelo è sembrato importante offrire uno spazio che aiuti le persone che a questo spazio faranno riferimento, ad essere consapevoli di questa violenza.

Una piccola finestra affacciata su uno squarcio profondo,a volte un abisso buio, in quella terra  dove il nostro Cristo Gesù ha camminato, ha parlato, è morto. E alla quale tanti di noi pensano con profonda partecipazione. Della Palestina è stato detto tanto, ma noi crediamo che non tutto,ma forse qualcosa riusciremo a testimoniarvelo anche noi."

 

 

 

Thinkin' a-bout......

 

 

Primo Piano

 

Ecco l'ultimo numero del notiziario sulla Palestina.

 

Ecco a voi Bocche scucite n 178.

Come sempre le testimonianze dei soprusi generano tristezza,

ma non è ignorandole che potrà cambiare qualcosa.

Più l’indignazione sarà diffusa e più aumenta la speranza che qualcosa cambi.

Buona lettura.   

 

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Ricevo e inoltro agli amici interessati al problema palestinese.

Aldo

 

Da: Rosanna
Inviato: giovedì 26 settembre 2013 19:32

 

 

Oggetto: [ViaggioApr2012] israele e le armi chimiche

 

 

Da ilManifesto del 24-9-2013

 

 

 

L'ARTE DELLA GUERRA

Le armi chimiche segrete di Israele

RUBRICA - Manlio Dinucci

RUBRICA - Manlio Dinucci

Gli ispettori Onu, che controllano le armi chimiche della Siria, avrebbero molto più da fare se fossero inviati a controllare le armi nucleari, biologiche e chimiche (NBC) di Israele. Secondo le regole del «diritto internazionale», non possono però farlo. Israele non ha firmato il Trattato di non-proliferazione nucleare, né la Convenzione che vieta le armi biologiche, e ha firmato ma non ratificato quella che vieta le armi chimiche. Secondo «Jane's Defense Weekly», Israele - l'unica potenza nucleare in Medio Oriente - possiede da 100 a 300 testate e relativi vettori (missili balistici e da crociera e cacciabombardieri). Secondo stime Sipri, Israele ha prodotto 690-950 kg di plutonio, e continua a produrne tanto da fabbricare ogni anno 10-15 bombe tipo quella di Nagasaki. Produce anche trizio, gas radioattivo con cui si fabbricano testate neutroniche, che provocano minore contaminazione radioattiva ma più alta letalità. Secondo diversi rapporti internazionali, citati anche dal giornale israeliano «Haaretz», armi biologiche e chimiche vengono sviluppate all'Istituto per la ricerca biologica, situato a Ness-Ziona presso Tel Aviv. Ufficialmente fanno parte dello staff 160 scienziati e 170 tecnici, che da cinque decenni compiono ricerche di biologia, chimica, biochimica, biotecnologia, farmacologia, fisica e altre discipline scientifiche . L'Istituto, insieme al Centro nucleare di Dimona, è «una delle istituzioni più segrete di Israele» sotto la giurisdizione del primo ministro. La massima segretezza copre la ricerca sulle armi biologiche: batteri e virus che, disseminati nel paese nemico, possono scatenare epidemie. Tra questi il batterio della peste bubbonica (la «morte nera» del Medioevo) e il virus Ebola, contagioso e letale, per il quale non è disponibile alcuna terapia. Con la biotecnologia si possono produrre nuovi tipi di agenti patogeni verso i quali la popolazione bersaglio non è in grado di resistere, non disponendo del vaccino specifico. Vi sono anche seri indizi su ricerche per lo sviluppo di armi biologiche in grado di annientare nell'uomo il sistema immunitario. Ufficialmente l'Istituto israeliano compie ricerche su vaccini contro batteri e virus, come quelle sull'antrace finanziate dal Pentagono, ma è evidente che esse permettono di sviluppare nuovi agenti patogeni per uso bellico. Lo stesso espediente viene usato negli Stati uniti e in altri paesi per aggirare le Convenzioni che vietano le armi biologiche e chimiche. In Israele il manto di segretezza è stato in parte squarciato dall'inchiesta compiuta, con l'aiuto di scienziati, dal giornalista olandese Karel Knip. È emerso inoltre che sostanze tossiche sviluppate dall'Istituto sono state usate dal Mossad per assassinare dirigenti palestinesi. Testimonianze mediche indicano che, a Gaza e in Libano, le forze israeliane hanno usato armi di nuova concezione: lasciano intatto il corpo all'esterno ma, penetrandovi, devitalizzano i tessuti, carbonizzano il fegato e le ossa, coagulano il sangue. Ciò è possibile con la nanotecnologia, la scienza che progetta strutture microscopiche costruendole atomo per atomo. Allo sviluppo di tali armi contribuisce anche l'Italia, legata a Israele da un accordo di cooperazione militare e suo primo partner europeo nella ricerca & sviluppo. Nella finanziaria è previsto uno stanziamento annuo di 3 milioni di euro per progetti di ricerca congiunti italo-israeliani. Come quello, contenuto nell'ultimo bando della Farnesina, su «nuovi approcci per combattere gli agenti patogeni trattamento-resistenti». Così l'Istituto israeliano per la ricerca biologica potrà rendere gli agenti patogeni ancora più resistenti.

 

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Spiragli o feritoie?

Adesso che la notizia la conoscete e i commenti alle elezioni israeliane li avete letti,

temiamo solo che -come capita spesso- ricordiate solo i titoli pieni di stupore

per la “clamorosa sconfitta di Netanyahu”, concludendo che la “inaspettata e buona notizia”

inauguri la fine della colonizzazione e “la chiusura del capitolo dell'occupazione della Palestina”, come scrive La Repubblica.

Purtroppo invece, non solo non c'è niente da festeggiare, ma è bene ricordare

le tre costanti degli ultimi governi israeliani e, secondo noi, anche del prossimo:

Primo: di palestinesi e stato palestinese è meglio neanche parlarne;

Secondo: anche se il mondo periodicamente strilla, mai e poi mai rallenteremo e

 tanto meno fermeremo il progetto di colonizzazione della Cisgiordania;

Terzo: se non l'avete capito, a noi la pace con la Palestina proprio non interessa.

Allora, proviamo a sintetizzare cosa abbiamo capito dell'esito del voto in Israele:

Abbiamo chiaro che è stata la protesta economica e sociale a portare al calo di Netanyahu,

 che c'è un cambiamento in atto nella società israeliana che “ha eletto più rabbini

e meno generali” (Paola Caridi), che la nuova Knesset sarà piena di razzisti,

 colonialisti, fascisti, espansionisti e nazionalisti religiosi,

che il trionfo del giovane Lapid è dovuto semplicemente all'insistenza sulla classe media,

ma soprattutto che ad alzare la mano per ricordare la vergogna dell'apartheid più lungo

della storia ci saranno sì e no 4/5 parlamentari su 120.

Come se la politica interna, in Israele, non fosse strettamente intrecciata a

quello che lo stato occupante decide di fare nei confronti dei palestinesi.

Come se dire ora ci occupiamo di noi, della nostra situazione economica e

sociale, potesse esulare e prescindere dalle decisioni prese dentro e fuori i

confini inesistenti di quello stato che dimentica in un sol colpo il 20% dei suoi

cittadini e la responsabilità, a due passi da casa, di quei milioni di persone che

devono fare i conti con l'arbitrarietà e la violenza, anche in campo economico

e sociale proprio di quello stato che continua a definirsi 'ebraico'.+

Niente di nuovo, insomma, per chi ha la responsabilità di gestire

 il più articolato sistema di oppressione di un intero popolo.

Gli editoriali di molti media hanno scelto l'immagine dello spiraglio

per questa novità uscita dalle urne in Israele ma BoccheScucite,

che da anni si sforza di cercare buone notizie che aprano varchi di pace e brecce

di giustizia, non riesce ad isolare questa notizia da ciò che accade ogni minuto su

quella stessa terra, a dieci minuti dalla Knesset.

Per questo il nostro editoriale, che ha per tema le elezioni israeliane,

non può non contenere la tragica notizia dell'assassinio della giovane palestinese

 Loubna di 21 anni da parte dell'esercito a Hebron. La sua colpa: camminare

 per strada con le sue amiche andando verso l'università. E, per restare in tema,

il 23 gennaio i proiettili sparati al volto del giovanissimo Hanassah, di 15 anni,

l'hanno barbaramente ucciso, stavolta a Betlemme. E riguarda ancora le elezioni

del prossimo governo di occupazione e massacro quotidiano anche la notizia

dell'arresto di 9 palestinesi durante un'azione nonviolenta nelle South Hebron Hills.

 Tra questi, la giovane mamma Reema Ismael, di 31 anni, è stata arrestata

insieme a sua figlia Qamar, di meno di due anni.

Insomma, invece dei titoli, andrebbe memorizzata la vignetta del Manifesto:

uno dei milioni di israeliani qualsiasi sta per inserire la scheda nell'urna,

 ma quella scheda ha la forma strana di Gaza (anzi, aggiungiamo noi, di tutta la Palestina...)

e l'urna elettorale è inequivocabi lmente un cest ino del le immondizie.

BoccheScucite

Eccovi l’ultimo numero di Bocche scucite. L’editoriale,

pag. 2 sul significato delle elezioni in Israele ci dice quanto sia lontano

dal tener conto della realtà palestinese. Non resta che sperare.

 

 

Buona lettura,

Aldo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una riflessione che la lettura di questo numero mi ha suscitato, insieme con la grande tristezza per le testimonianze sulle violenze ordinarie a cui gli abitanti dei Territori sono sottoposti, è l'auspicio che finalmente i Palestinesi riescano a capire l'importanza di non lasciarsi sedurre dalla tentazione della benchè minima azione violenta come risposta a ciò che subiscono. già molti passi sono stati fatti in questa direzione, ma i recenti fatti di Gaza ne ribadiscono la necessità.

Vi unisco anche un video che vi permette di vedere un breve servizio sui pellegrini di giustizia che erano a Betlemme a celebrare l'anniversario della costruzione del muro:

Buona lettura,

Aldo

 

 

A breve qui troverai uno spazio blog per dire la tua o semplicemente lasciare un Pensiero

 

 

EVENTO

Pax Christi

"UN PONTE PER BETLEMME" che nei giorni tra il 27 febbraio 2012 e il 5 marzo ha organizzato un pellegrinaggio a Betlemme per ricordare l'anniversario della costruzione del muro, la cui prima grande lastra è stata appunto posata a Betlemme il 1 marzo

Per informazioni dettagliate vi rimandiamo al foglio  “Bocche scucite” bollettino di collegamento diretto dai territori occupati

 

 

www.bocchescucite.org

 

 

 

 

 

 

 

EVENTO

 

Nell'anno 2012 dedicato al DIS-ARMO

La mostra in allestimento dal 22aprile al 6 maggio si intitola

"UN MURO NON BASTA"   immagini  fotografiche di Andrea Merli per raccontare la Palestina di oggi

Durante le due settimane diversi appuntamenti scandiranno l'evento:

 

1) domenica 22 aprile inaugurazione, ci sarà l'autore della mostra Andrea Merli e la presentazione del suo libro.

Tutti gli eventuali  ricavi andranno alla Casa del Bambin Gesù di Betlemme una casa di accoglienza per bambini disabili.(Il prezzo del libro è di euro20)

 

2)   (in data da stabilire) In Collaborazione con Dot.Aldo Riboni (prete della Chiesa di S.Fermo in Bergamo), proiezioni di un filmato: Ospite Giorgio Fornoni (giornalista di REPORT) su come isralele ha disatteso le disposizioni dell’ONU

3)   4 maggio dibattito con Daniele Rocchetti .

A breve informazioni e fotografie dettagliate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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